INFORMAZIONI GENERALI La caffeina, oltre che nel caffè, è contenuta anche nel cacao, nel thè e in bevande diffusissime come la Coca Cola; agisce stimolando il Sistema Nervoso Centrale ed i muscoli.
EFFICIA ED USO CLINICO La caffeina in clinica viene utilizzata per potenziare l’effetto dei farmaci analgesici come l’aspirina e in associazione con i farmaci anti-emicrania come l’ergotamina.
POTENZIALI EFFETTI NELLA PRATICA SPORTIVA Alla caffeina si attribuiscono l’effetto ergogenico e la capacità di migliorare l’attività mentale, ma gli studi clinici disponibili non hanno dimostrato una reale efficacia e la sua utilizzazione viene proibita. La sola evidenza raggiunta riguarda un positivo effetto sull’aumento della resistenza in esercizi prolungati ma ad intensità moderata.
EFFETTI COLLATERALI E RISCHI Immediatamente dopo l’assunzione di caffè si possono manifestare: palpitazioni, aritmia, tachicardia; l’abuso prolungato contribuisce ad aumentare il rischio di alcune patologie gastrointestinali e cardiovascolari. Irrequietezza, eccitamento psicomotorio, nervosismo, irritabilità e insonnia sono effetti relativi alla dose consumata. Il mal di testa è frequentissimo quando si sospende l’utilizzo e, diversi, sono i disturbi gastrointestinali.
CLASSIFICAZIONE DEL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO Classe A delle sostanze soggette a determinate restrizioni.
CONCLUSIONI La caffeina, anche ad alte dosi, non migliora le prestazioni sportive. All’eventuale esame durante le manifestazioni agonistiche, la caffeina nelle urine non deve superare i 12 microgrammi/ml, pari a 6 o 7 tazzine di caffè. |